Gli Etruschi
Con il tardo bronzo la zona di Veio non fu esente dall’esplosione culturale comune all’intera fascia tirrenica e che portò alla creazione dei primi grandi centri urbani quali le stesse Veio e Roma.
Si dibatte se furono i Villanoviani, autoctoni, o gli Etruschi, provenienti dalla Frigia in Asia Minore, a dare il via a questa scintilla di civilizzazione. Queste nuove città avevano più valenze: commerciali, industriali e di controllo del territorio.
In breve, a cavallo fra il IX e il VII secolo a. C. la quasi totalità dei poteri cittadini furono concentrati nelle mani di una elite colta, raffinata, ricchissima ma decisamente dispotica, di cui ci forniscono vivida memoria e testimonianza le tombe principesche rinvenute.

galleria idraulica del ponte Sodo.
Roma e Veio erano troppo vicine e con interessi troppo comuni per coesistere: Roma però fu fondata sul guado principale del fiume Tevere e più vicina alla sua foce e questo le causò un sicuro vantaggio sulla rivale.
Nel VII secolo a. C. assistiamo ad un aumento consistente della popolazione per ambedue i centri. È l’epoca della Roma dei Tarquini con una popolazione che probabilmente sfiorava o superava i 100.000 abitanti. La stessa Veio dimostra in questa fase un deciso incremento delle aree delle necropoli, chiaro sintomo dell’accresciuta popolazione. Questo incremento demografico obbligò ben presto le due città a guardare con cupidigia ai terreni agricoli ed ai pascoli controllati dall’altra pena la morte per fame dei propri cittadini.
Veio fu temporaneamente graziata dalla cacciata da Roma dei re Tarquini e della fazione etrusca dei Luceres nel 509 a. C. Addirittura godette di un periodo particolarmente ricco e florido per tutto il VI e V secolo a. C.: la monarchia perse buona parte del suo potere assoluto a favore di una oligarchia senatoria, l’abitato si espanse e divenne ulteriormente prospero.
Nel 477 a. C. la nobile gens Fabia di Roma decise di dichiarare una guerra privata ai danni di Veio ma sul fiume Cremera furono letteralmente sterminati: sopravvissero solamente le matrone e i figli troppo piccoli per andare in guerra. Ma la Repubblica di Roma aveva memoria lunga e tutelava sempre gli interessi dei suoi cittadini.

il parco di Veio.
Nel 426 a.C. Roma reputò giunto il momento di vendicare i Fabii. Gli alleati Etruschi di Veio si tirano indietro e le rimangono accanto solamente Falerii, Fidene e Capena. Nel 396 a.C., dopo un lungo assedio, Furio Camillo entrò in Veio. Deportazione degli abitanti, distruzione della città e asportazione degli Dei da collocare entro il pomerio di Roma, redistribuzione delle terre veientane fra Roma, Falerii e Capena che avevano preferito cambiare alleato nelle ultime fasi della lotta.
Veio ed il suo agro entrarono definitivamente nell’orbita romana.
