Ventesimo Municipio di Roma

Preistoria

I laghi di Bracciano, Martignano, Stracciacappa e Monterosi occupano i crateri ormai spenti dell’antico vulcano Sabatino, posto nell’area immediatamente a nord di Roma. Questo vulcano fu attivo dai 700.000 ai 280.000 anni fa ed è alla sua copiosa attività che risalgono le spesse bancate di tufo, tipiche della regione a Nord di Roma.

Numerosi corsi d’acqua, i fossi del Cremera, dei Due Ponti e dell’Acqua traversa, hanno scavato nei millenni veri e propri canyon nei depositi lavici in direzione del Tevere.

Area del Vulcano Sabatino vista dal satellite

Area del Vulcano Sabatino vista dal satellite.

Attualmente i reperti più antichi ritrovati, prettamente strumenti di selce, testimoniano una frequentazione umana, Homo Erectus, almeno a partire dal Paleolitico inferiore, quindi coeva all’inizio dell’attività eruttiva del vulcano Sabatino.

La mancanza di resti relativi a frequentazioni dell’Homo sapiens nel Paleolitico superiore e nel Mesolitico sembrerebbe dovuta unicamente ai forti fenomeni di erosione cui è stato sottoposto il territorio in questi periodi, fenomeni che hanno de facto obliterato qualsiasi traccia dei nostri antenati.

Questo problema si riscontra anche per il Neolitico e per l’età del rame.

Nel secondo millennio a. C. la presenza umana si fa decisamente più numerosa e quindi diventa più probabile per i nostri archeologi imbattersi in reperti antichi: all’età del bronzo risalgono i primi frammenti di terracotta rinvenuti nell’area di Veio durante le campagne di scavo.